Il Laboratorio

La tecnica del papier mâché

L'origine

I primi impieghi del Papier Mâché risalgono ai tempi in cui la carta fu scoperta, nel II secolo dopo Cristo. In Cina si realizzavano elmi da guerra e ciotole per liquidi impermeabilizzati da resine. Successivamente, sempre in Oriente, si utilizzò la tecnica del Papier Mâché per la produzione di piatti e tabacchiere che arrivarono in Europa grazie ai Mercanti.

Il Papier Mâché ha avuto il suo maggior utilizzo dal XVI al XX secolo.

Cos'è il Papier Mâché

Il Papier Mâché costituisce una delle due tecniche fondamentali della cartapesta e si realizza attraverso la preparazione ed un lungo e lento impasto di carte e colle naturali.

L’altra tecnica, il Papier Collè, utilizza più fogli di carta intervallati da strati di colla (Maschere Veneziane).

Versatilità

Il Papier Mâché è stata ed è una tecnica universale per la sua versatilità, sia dimensionale che strutturale e, soprattutto, decorativa.

Ogni maestro che si è avvicinato al Papier Mâché ha goduto di esso ed ha dato di sé il massimo in fantasia ed in tecnica creativa. In nessun altro materiale, infatti, si sono visti e si vedono applicate tante tecniche decorative come in questa, dove le laccature, le patinature, le dorature e le pitture più raffinate hanno la loro maggiore espressione.

In Italia

In Italia il Papier Mâché non ha avuto una grande tradizione e, quando lo si trova nei negozi di antiquariato, proviene nella quasi totalità dai mercati britannici.

Quanto detto per il Papier Mâché non vale per l’altra tecnica della cartapesta. Con il Papier Collè infatti si realizzavano con successo e si realizzano tutt’ora a Venezia le famosissime Maschere, a Lecce le Sculture Sacre (riproduzioni di visi), a Napoli i soggetti per i Presepi ed in tutta Italia i soggetti carnevaleschi di grande dimensione… ma questa è un’altra tecnica.

Affidabilità

L’affidabilità delle realizzazioni in Papier Mâché è di gran lunga superiore a ciò che portiamo nel nostro immaginario, contraddicendo la credenza popolare che la associa al concetto di “inconsistenza” o di “poca durevolezza”.

I soggetti realizzati 300/400 anni fa sono arrivati ai nostri giorni in ottime condizioni e, come gli altri materiali, in uno stato proporzionale allo stato di conservazione avuto.

Il Papier Mâché, lavorato con le tecniche antiche, ha caratteristiche affidabili e di grande durata nel tempo, proprio come tutti gli oggetti antichi che son stati riportati alla luce.

La tecnica del Papier Mâché

La carta (deve essere sempre di ottima qualità), che viene preventivamente frantumata, impastata a lungo con colle naturali e macerata per 6-7 giorni, dà vita ad un impasto molto incoerente.

Questo impasto trova la sua coerenza e la sua enorme compattezza quando viene prima manipolato e poi compresso con le dita delle mani di un Maestro del Papier Mâché (non esistono per fortuna macchinari che lo possano fare) su di un supporto che è la forma del negativo di ciò che si vuole realizzare.

Il Papier Mâché deve essere essiccato in un forno a ventilazione realizzato all’uopo. L’essicazione completa deve essere accompagnata costantemente dall’intervento dell’uomo, allo scopo di evitare che la graduale e naturale perdita di volume modifichi la forma programmata.

Una volta a disposizione il soggetto grezzo di Papier Mâché, si deve procedere al progetto decorativo, progetto al quale sono messe a disposizione infinite possibilità: si possono scegliere effetti polverosi, iridescenti, metallici… o si può anche procedere alla pittura con ogni tipo di materiale, dai colori all’acqua, alla meccatura con metalli preziosi, alle polveri…